Cosa sappiamo sulla tomba di Pietro: storia, curiosità e le ultime scoperte

"Pietro è qui": così si è arrivati a identificare la tomba e le ossa dell'Apostolo
La tomba di San Pietro è uno dei luoghi più affascinanti e controversi dell'archeologia cristiana. Da quasi duemila anni, milioni di pellegrini si recano in Vaticano per pregare sulla sepoltura dell'apostolo considerato il primo vescovo di Roma. Ma cosa sappiamo davvero della sua tomba? Quali prove storiche e archeologiche abbiamo a disposizione? E quali scoperte recenti hanno rafforzato l'ipotesi che sotto l'altare della Basilica di San Pietro riposino davvero i resti dell'apostolo?
UN PO' DI STORIA
La storia comincia nel I secolo, durante la persecuzione di Nerone. Secondo le fonti antiche, Pietro morì martire a Roma, probabilmente tra il 64 e il 67 d.C., crocifisso "a testa in giù" nel circo di Nerone, situato sul colle Vaticano. Dopo la morte, i cristiani avrebbero sepolto il corpo in una semplice tomba terragna all'interno di una necropoli pagana adiacente al circo. Questa necropoli, scoperta nel XX secolo, esiste realmente ed è sorprendentemente ben conservata.
Nel IV secolo, l'imperatore Costantino decise di costruire una grande basilica proprio sopra la tomba venerata come quella di Pietro. Per farlo, fece livellare parte della collina e inglobò la sepoltura in un piccolo monumento, il cosiddetto trofeo di Gaio, citato da uno scrittore cristiano del II secolo come il luogo dove i fedeli si recavano a pregare. Quando, tra il XVI e il XVII secolo, la basilica costantiniana fu sostituita dall'attuale Basilica di San Pietro, l'altare papale e la cupola di Michelangelo furono costruiti esattamente sopra quel punto, mantenendo una continuità millenaria che ancora oggi impressiona.
LA SVOLTA MODERNA
La svolta moderna arrivò nel 1939, quando, durante i lavori per la sepoltura di Pio XI, venne avviata una campagna di scavi sotto la basilica. Le scoperte furono straordinarie: una vasta necropoli romana perfettamente conservata, il trofeo di Gaio e una tomba terragna del I secolo situata proprio sotto l'altare papale. Vicino al monumento furono rinvenuti anche resti ossei umani. Nel 1968, dopo studi antropologici, Paolo VI annunciò che "si ritiene con buona probabilità" che si tratti delle ossa di San Pietro. Le analisi indicavano un uomo robusto, di circa 60–70 anni, vissuto nel I secolo e sepolto in un contesto di venerazione, un profilo compatibile con quello dell'apostolo.
Tra le curiosità più affascinanti emerse dagli scavi ci sono le incisioni sulle pareti vicine alla tomba, risalenti al III secolo. Una di queste è stata interpretata da alcuni studiosi come "Petros eni", ovvero "Pietro è qui", un indizio suggestivo della venerazione antichissima del luogo. Colpisce anche la perfetta sovrapposizione, attraverso i secoli, tra la tomba del I secolo, il trofeo del II, l'altare costantiniano del IV e l'altare papale del XVI, fino alla cupola di Michelangelo: una linea verticale che sembra voler custodire, senza interruzioni, la memoria dell'apostolo. La necropoli vaticana, oggi visitabile solo su prenotazione, conserva inoltre tombe pagane, cristiane e giudaiche, con affreschi e mosaici di straordinaria bellezza.
LE NUOVE ANALISI SCIENTIFICHE
Negli ultimi anni, nuove analisi scientifiche hanno rafforzato l'ipotesi dell'autenticità della tomba. Studi antropologici e genetici condotti tra il 2010 e il 2020 hanno confermato che le ossa attribuite a Pietro appartengono a un uomo di età compatibile con quella dell'apostolo, vissuto nel I secolo e sepolto in un luogo di venerazione. Non è possibile ottenere un DNA confrontabile, ma i dati risultano coerenti con la tradizione. Anche il trofeo di Gaio è stato oggetto di nuove interpretazioni, che ne confermano il ruolo di punto di riferimento per i pellegrini già 150 anni dopo la morte di Pietro. Infine, le scritte sulle pareti sono state analizzate con tecniche digitali avanzate, rivelando nuovi dettagli e confermando la presenza di simboli cristiani molto antichi.
Possiamo dunque dire che quella sia davvero la vera tomba di Pietro? La scienza non può offrire una certezza assoluta, ma l'insieme delle prove storiche, archeologiche, epigrafiche e antropologiche converge in modo sorprendente. La tradizione cristiana è antichissima e continua, il luogo è stato venerato senza interruzioni dal II secolo, la tomba è del I secolo, le ossa appartengono a un uomo compatibile con Pietro e il trofeo di Gaio conferma la memoria dei primi cristiani. Molti studiosi ritengono che non esista al mondo un'altra tomba antica con un livello di continuità e coerenza così forte.
