Hantavirus: cosa sono, come si trasmettono e perché se ne parla

13.05.2026
Hantavirus
Hantavirus

Gli hantavirus sono virus trasmessi dai roditori che possono causare malattie anche molto gravi nell'essere umano. Non sono nuovi, non sono "misteriosi", e non rappresentano una minaccia pandemica come il SARS‑CoV‑2. Tuttavia, meritano attenzione perché le sindromi che provocano — soprattutto nei casi più severi — possono essere letali.

Negli ultimi anni l'interesse è cresciuto anche a causa di alcuni focolai, tra cui quello del 2026 su una nave da crociera, dove è stato identificato il virus Andes, l'unico hantavirus noto capace di trasmissione interumana.

Che cosa sono gli hantavirus

Gli hantavirus appartengono alla famiglia Hantaviridae e sono virus a RNA segmentato. Ogni specie virale è strettamente legata a una specie di roditore che funge da serbatoio naturale. I roditori non si ammalano, ma eliminano il virus attraverso urine, feci e saliva.

Nell'uomo gli hantavirus causano due principali malattie:

  • HPS/HCPS – Sindrome Polmonare da Hantavirus (Americhe)
  • HFRS – Febbre Emorragica con Sindrome Renale (Europa e Asia)

Dove si trovano e quanto sono diffusi

La distribuzione degli hantavirus è globale, ma varia molto per specie virale.

  • Americhe: casi di HPS, spesso gravi. Nel 2025 sono stati registrati 229 casi e 59 decessi.
  • Europa: circolano soprattutto i virus Puumala e Dobrava, con forme generalmente meno severe. Nel 2023 sono stati segnalati 1885 casi.
  • Asia orientale: la Corea del Sud e la Cina riportano migliaia di casi di HFRS ogni anno.

Il focolaio del 2026 sulla nave Hondius ha coinvolto 11 persone, con 3 decessi, e ha attirato l'attenzione perché causato dal virus Andes, noto per la rara trasmissione da persona a persona.

Come si trasmettono

La via principale: i roditori

La trasmissione avviene quasi sempre attraverso l'inalazione di particelle virali presenti in:

  • polvere contaminata da urine o feci di roditori,
  • superfici sporche,
  • ambienti chiusi infestati.

Attività a rischio includono:

  • pulizia di cantine, solai, baite o magazzini,
  • lavori agricoli,
  • campeggio o escursioni in aree rurali.

Cosa succede nel corpo: la patogenesi

Gli hantavirus non distruggono direttamente le cellule. Il problema nasce dalla perdita di controllo sulla permeabilità dei vasi sanguigni.

Questo porta a:

  • accumulo di liquidi nei polmoni (HPS),
  • perdita di liquidi dal sistema vascolare,
  • danno renale (HFRS),
  • in alcuni casi, manifestazioni emorragiche.

La risposta immunitaria eccessiva gioca un ruolo centrale.

I sintomi

HPS/HCPS (Americhe)

  • febbre, dolori muscolari, malessere,
  • rapida difficoltà respiratoria,
  • possibile insufficienza respiratoria acuta.

La letalità può superare il 30%.

HFRS (Europa e Asia)

  • febbre alta,
  • dolore lombare,
  • nausea e vomito,
  • alterazioni renali,
  • talvolta emorragie.

La gravità varia molto a seconda del virus coinvolto.

Come si fa la diagnosi

La diagnosi si basa su:

  • storia di esposizione a roditori o aree endemiche,
  • test sierologici (IgM e IgG),
  • RT‑PCR per identificare il virus.

La diagnosi precoce è fondamentale per ridurre la mortalità.

Esiste una cura?

Non esiste un antivirale specifico. Il trattamento è di supporto, spesso in terapia intensiva:

  • gestione dell'edema polmonare,
  • supporto respiratorio,
  • monitoraggio cardiaco,
  • dialisi nei casi di insufficienza renale.

La tempestività dell'intervento è cruciale.

Come si previene

La prevenzione si basa soprattutto sulla riduzione del contatto con i roditori:

  • sigillare crepe e accessi nelle abitazioni,
  • conservare cibo e rifiuti in contenitori chiusi,
  • usare mascherine e guanti durante la pulizia di ambienti infestati,
  • aerare gli spazi prima di pulirli,
  • evitare di spazzare a secco (meglio inumidire le superfici).

Le autorità sanitarie internazionali (OMS, ECDC, CDC) sottolineano che gli hantavirus non hanno caratteristiche tali da causare una pandemia globale, perché la trasmissione interumana è praticamente assente.

Conclusione

Gli hantavirus sono un esempio di come una malattia zoonotica possa essere grave ma al tempo stesso controllabile. La chiave è la prevenzione: evitare il contatto con i roditori, riconoscere i sintomi e intervenire rapidamente.

La scienza li studia da decenni, e oggi disponiamo di conoscenze solide che ci permettono di affrontarli con realismo, senza allarmismi ma con la giusta prudenza.

Articolo tratto da studi e rapporti pubblicati da:

  1. Centers for Disease Control and Prevention (CDC) – Hantavirus Disease & Surveillance Reports.

  2. European Centre for Disease Prevention and Control (ECDC) – Hantavirus Annual Epidemiological Reports.

  3. World Health Organization (WHO) – Hantavirus Risk Assessments e Disease Outbreak News.

  4. Emerging Infectious Diseases (EID Journal) – rivista peer‑reviewed del CDC, con articoli chiave su trasmissione del virus Andes.

  5. The Lancet Infectious Diseases – studi di revisione su epidemiologia, patogenesi e gestione clinica degli hantavirus.

  6. Journal of Infectious Diseases – articoli sulla patogenesi e risposta immunitaria negli hantavirus.

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