Hantavirus: cosa sono, come si trasmettono e perché se ne parla

Gli hantavirus sono virus trasmessi dai roditori che possono causare malattie anche molto gravi nell'essere umano. Non sono nuovi, non sono "misteriosi", e non rappresentano una minaccia pandemica come il SARS‑CoV‑2. Tuttavia, meritano attenzione perché le sindromi che provocano — soprattutto nei casi più severi — possono essere letali.
Negli ultimi anni l'interesse è cresciuto anche a causa di alcuni focolai, tra cui quello del 2026 su una nave da crociera, dove è stato identificato il virus Andes, l'unico hantavirus noto capace di trasmissione interumana.
Che cosa sono gli hantavirus
Gli hantavirus appartengono alla famiglia Hantaviridae e sono virus a RNA segmentato. Ogni specie virale è strettamente legata a una specie di roditore che funge da serbatoio naturale. I roditori non si ammalano, ma eliminano il virus attraverso urine, feci e saliva.
Nell'uomo gli hantavirus causano due principali malattie:
- HPS/HCPS – Sindrome Polmonare da Hantavirus (Americhe)
- HFRS – Febbre Emorragica con Sindrome Renale (Europa e Asia)
Dove si trovano e quanto sono diffusi
La distribuzione degli hantavirus è globale, ma varia molto per specie virale.
- Americhe: casi di HPS, spesso gravi. Nel 2025 sono stati registrati 229 casi e 59 decessi.
- Europa: circolano soprattutto i virus Puumala e Dobrava, con forme generalmente meno severe. Nel 2023 sono stati segnalati 1885 casi.
- Asia orientale: la Corea del Sud e la Cina riportano migliaia di casi di HFRS ogni anno.
Il focolaio del 2026 sulla nave Hondius ha coinvolto 11 persone, con 3 decessi, e ha attirato l'attenzione perché causato dal virus Andes, noto per la rara trasmissione da persona a persona.
Come si trasmettono
La via principale: i roditori
La trasmissione avviene quasi sempre attraverso l'inalazione di particelle virali presenti in:
- polvere contaminata da urine o feci di roditori,
- superfici sporche,
- ambienti chiusi infestati.
Attività a rischio includono:
- pulizia di cantine, solai, baite o magazzini,
- lavori agricoli,
- campeggio o escursioni in aree rurali.
Cosa succede nel corpo: la patogenesi
Gli hantavirus non distruggono direttamente le cellule. Il problema nasce dalla perdita di controllo sulla permeabilità dei vasi sanguigni.
Questo porta a:
- accumulo di liquidi nei polmoni (HPS),
- perdita di liquidi dal sistema vascolare,
- danno renale (HFRS),
- in alcuni casi, manifestazioni emorragiche.
La risposta immunitaria eccessiva gioca un ruolo centrale.
I sintomi
HPS/HCPS (Americhe)
- febbre, dolori muscolari, malessere,
- rapida difficoltà respiratoria,
- possibile insufficienza respiratoria acuta.
La letalità può superare il 30%.
HFRS (Europa e Asia)
- febbre alta,
- dolore lombare,
- nausea e vomito,
- alterazioni renali,
- talvolta emorragie.
La gravità varia molto a seconda del virus coinvolto.
Come si fa la diagnosi
La diagnosi si basa su:
- storia di esposizione a roditori o aree endemiche,
- test sierologici (IgM e IgG),
- RT‑PCR per identificare il virus.
La diagnosi precoce è fondamentale per ridurre la mortalità.
Esiste una cura?
Non esiste un antivirale specifico. Il trattamento è di supporto, spesso in terapia intensiva:
- gestione dell'edema polmonare,
- supporto respiratorio,
- monitoraggio cardiaco,
- dialisi nei casi di insufficienza renale.
La tempestività dell'intervento è cruciale.
Come si previene
La prevenzione si basa soprattutto sulla riduzione del contatto con i roditori:
- sigillare crepe e accessi nelle abitazioni,
- conservare cibo e rifiuti in contenitori chiusi,
- usare mascherine e guanti durante la pulizia di ambienti infestati,
- aerare gli spazi prima di pulirli,
- evitare di spazzare a secco (meglio inumidire le superfici).
Le autorità sanitarie internazionali (OMS, ECDC, CDC) sottolineano che gli hantavirus non hanno caratteristiche tali da causare una pandemia globale, perché la trasmissione interumana è praticamente assente.
Conclusione
Gli hantavirus sono un esempio di come una malattia zoonotica possa essere grave ma al tempo stesso controllabile. La chiave è la prevenzione: evitare il contatto con i roditori, riconoscere i sintomi e intervenire rapidamente.
La scienza li studia da decenni, e oggi disponiamo di conoscenze solide che ci permettono di affrontarli con realismo, senza allarmismi ma con la giusta prudenza.
Articolo tratto da studi e rapporti pubblicati da:
Centers for Disease Control and Prevention (CDC) – Hantavirus Disease & Surveillance Reports.
European Centre for Disease Prevention and Control (ECDC) – Hantavirus Annual Epidemiological Reports.
World Health Organization (WHO) – Hantavirus Risk Assessments e Disease Outbreak News.
Emerging Infectious Diseases (EID Journal) – rivista peer‑reviewed del CDC, con articoli chiave su trasmissione del virus Andes.
The Lancet Infectious Diseases – studi di revisione su epidemiologia, patogenesi e gestione clinica degli hantavirus.
Journal of Infectious Diseases – articoli sulla patogenesi e risposta immunitaria negli hantavirus.
